Home Rassegna Stampa Il caso – Sul nodo degli avanzamenti si consuma la frattura tra sigle nazionali e interne. Lasciano i leader della Fiba e della Fabi (da IL MATTINO, sabato 1 ottobre 2011)

Il caso – Sul nodo degli avanzamenti si consuma la frattura tra sigle nazionali e interne. Lasciano i leader della Fiba e della Fabi (da IL MATTINO, sabato 1 ottobre 2011)

di Redazione

Milano. Massimo Ponzellini prova a disinnescare la bomba ad orologeria delle carriere pilotate da parte degli Amici della Bpm sulla quale Bankitalia si è prontamente mobilitata. E ha fatto esplodere il dissenso delle segreterie nazionali dei sindacati contro i loro rappresentanti interni. All’ordine del giorno dell’ultimo consiglio della Bpm prima della svolta dualistica, in programma martedì 4, il presidente avrebbe iscritto l’esame del meccanismo perverso «delle modalità di avanzamento» che non è altro un accordo segreto (fino alla scorsa settimana) fra quattro leader dei sindacati Bpm: Daniele Ginese della Fabi, Vanni Caramaschi (Uilca), Franco Filettini (Fiba), Gioacchino Baturi (Cgil) del giugno 2010 e valido tre anni col quale, scavalcando le competenze del capo del personale, del direttore generale e del consiglio si pilotavano i criteri di promozione dei dipendenti. Ieri Ginesi ha rimesso nelle mani del leader nazionale della Fabi Lando Sileoni il proprio mandato, dopo che l’organizzazione a livello nazionale ha sconfessato il suo operato. Anche Filettini della Fiba si è dimesso. Al prossimo consiglio l’attuale capo della direzione del personale Maurizio Bertolotti dovrà svolgere una relazione dettagliata sulle promozioni avvenute nel corso del mandato di questo board eletto dall’assemblea dell’aprile 2009 e che verrà sostituito dalla governance dualistica di un consiglio di sorveglianza (cds) eletto dall’assemblea del 22 ottobre che procederà alla nomina del consiglio di gestione (cdg). La mossa di Ponzellini di far esprimere il cda serve per neutralizzare o attutire eventuali provvedimenti di Bankitalia che nei giorni scorsi, tramite la sede di Milano, ha chiesto alla banca di fornire tutta la documentazione relativa ai rapporti fra gli Amici della Bpm, l’associazione dei sindacati interni che fa la lista di maggioranza del consiglio e l’istituto di piazza Meda. Quest’anno non sarebbero state fatte promozioni che invece in gran numero sono state varate alla fine del 2009 e durante il 2010. Bertolotti dovrebbe fornire una mappa di tutti degli avanzamenti effettuati e spiegare se i criteri che li hanno ispirati dipendevano dall’accordo segreto. In base al quale le promozioni oltre il grado di P2 (QD4) potevano privilegiare esclusivamente i membri del direttivo dell’Associazione, i membri del comitato di controllo e garanzia, il segreteria coordinatore/responsabile, il responsabile della paritetica. Come dire che per fare carriera bisognava far parte degli Amici dando vita a un circolo vizioso che di fatto condizionava la governance della Milano e che Bankitalia ha voluto scardinare imponendo il dualistico con uno statuto dove il cds ha una mera funzione di supervisione, ridimensionando quindi l’influenza degli Amici perchè tutti i poteri sono nel cdg e nel consigliere delegato. Del nuovo assetto potrebbe far parte un investitore. Con Andrea Bonomi si era raggiunto un accordo da parte degli ex leader interni che tra dimissionari ed esautorati ora non contano più. Ieri però emissari di Bonomi avrebbe avuto colloqui con alcuni leader sindacali nazionali e Massimo Masi (Uilca) ha incontrato Ponzellini. La partita è ancora aperta, il patron di Investindustrial sembra in vantaggio rispetto a Matteo Arpe. Clessidra su richiesta Consob ha smentito di aver in programmi incontri in via Nazionale. Ma prima di definire gli accordi e stilare la lista dei nuovi consiglieri è necessario attendere il parere di Bankitalia sul nuovo statuto: potrebbe arrivare anche per il consiglio di martedì. r. dim.

 

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