Home Rassegna Stampa BANCHE: NON BASTA AD UNICREDIT LICENZIARE 7.500 PERSONE (SECONDO LA FABI) MA PER QUADRARE I CONTI, IMPONE RAFFICA RINCARI SU COSTI CONTI CORRENTI (da IL GIORNALE DI PACHINO.COM, venerdì 18 novembre 2011)

BANCHE: NON BASTA AD UNICREDIT LICENZIARE 7.500 PERSONE (SECONDO LA FABI) MA PER QUADRARE I CONTI, IMPONE RAFFICA RINCARI SU COSTI CONTI CORRENTI (da IL GIORNALE DI PACHINO.COM, venerdì 18 novembre 2011)

di Redazione

Unicredit, la banca dei derivati avariati appioppati a piccole e medie imprese spesso portate al fallimento, che ha offerto per tali fraudolenti comportamenti a danno degli utenti, ben 42 milioni di euro di liquidazione al signor Alessandro Profumo, e che licenzierà – secondo una dichiarazione rilasciata stamane dal segretario nazionale della Fabi (Sindacato bancari) Lando Sileoni ad una trasmissione radiofonica- ben 7.500 persone, continua a taglieggiare utenti e consumatori con aumenti di spese, costi e commissioni dei conti corrente, inaccettabili. Nella comunicazione n.9, relativa al contratto di conto corrente del 6.10.2011 inviata ai suoi correntisti firmata da Frederik Geertman, il responsabile della divisione Italia Famiglie e piccole e medie imprese, scrive che: “a seguito del complessivo aumento dei costi di gestione, come risulta dall’aumento nell’ultimo anno dell’indice dei prezzi al consumo,del recente aumento dell’aliquota Iva e a fronte degli investimenti effettuati da Unicredit in sicurezza a favore della clientela,abbiamo previsto di aggiornare alcune voci di prezzo dei suoi rapporti…informando che ai sensi dell’art.118 del DLgs.385/93 è possibile recedere dal contratto senza spese,che in assenza di espresso rifiuto,le modifiche si intendono approvate”.

Nelle 12 pagine di modifiche unilaterali con decorrenza 15 dicembre 2011, sono elencate ben 67 voci di rincari,che vanno dalle “spese annue conteggio interessi e competenze con addebito trimestrale”,che passano da 2,28 a 2,45 euro, alle “spese rilascio fotocopia assegni,contratti ed altri documenti e spese per la certificazione fiscale”,che passano da 15 a 16,2 euro, alle “commissione utilizzo oltre la disponibilità fondi applicata giornalmente in presenza di un saldo debitore (anche per valuta) con importo commissione giornaliera”, che passa da 2 a 2,25 euro al dì; alla “commissione utilizzi oltre la disponibilità fondi applicata giornalmente in presenza di un saldo debitore (anche per valuta) con un massimo trimestrale, ossia l’ex commissione di massimo scoperto, che passa da 100 a 150 euro.

Dai bonifici ai giroconti, dalle commissioni di esecuzione pagamento con addebito allo sportello,agli emolumenti, dalla registrazione di ogni operazione, alle spese annue dei conteggi con addebito trimestrale,dalle commissioni a carico del traente per comunicazione ”Check truncation”,alla commissione per assegno impagato restituito in Stanza a carico del traente; dalla commissione per assegno Italia reso insoluto o protestato (che per la cronaca passa da 28,32 a 30,44) fino alle commissioni ritiro effetti,che per ogni effetto ritirato passa da 8,26 a 10,75 euro, è una raffica di ritocchi ed aumenti, rincari e furtarelli con destrezza, che e taglieggiano gli utenti dei servizi bancari.

Correntisti ed utenti, famiglie e piccole e medie imprese che già pagano conti correnti più salati d’Europa, con costi annui pari a 295,66 euro contro una media di 114 euro dei 27 paesi europei (rapporto del Commissario Europeo Barnier), non possono essere spremuti e taglieggiati dai banchieri come Ghizzoni, in assenza di controlli minimi da parte della distratta autorità di vigilanza, per finanziare le loro prebende e stock option basate sull’azzardo morale e sugli ordinari soprusi a danno della clientela.

Adusbef denuncia ancora una volta tali ordinari soprusi ad una distratta Banca d’Italia,che invece di salvaguardare con l’equidistanza e l’imparzialità la formazione dei prezzi,dei costi e commissioni con la concorrenza e le regole corrette del mercato, favorisce gli esclusivi interessi dei banchieri, con i quali va a braccetto per mortificare i diritti dei consumatori. –

Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

 

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