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4 Commenti

  1. 1

    Cosimo

    Tanto tuonò che piovve.
    L’ABI ha deciso di archiviare anzitempo il dialogo, di rendere arcaica la concertazione che tanto bene ha fatto al SIstema tanto da renderlo uno dei più affidabili a livello mondiale.
    Certo, i problemi ci sono, è innegabile. Ma proprio per questo ancor di più andava ricercato un nuovo modello responsabile e concertativo (i cui prodromi c’erano tutti nella disponibilità del Sindacato a farsi carico di una quota parte della maggiorata tassazione di Bersaniana memoria e dei successivi continui peggioramenti via via introdotti) in grado di gestire i prossimi 5/10 anni fondamentali per il Sistema e la Categoria. L’atteggiamento esiziale di controparte rischia, invece, di produrre un danno gravissimo.
    Ma tant’è, a fronte di una apertura del Sindacato ecco uno schiaffo in pieno volto con una lettera dell’ABI carica di inesattezze e provocazioni.
    Dopo 33 anni che milito, ancora da innamorato della e, nella FABI una cosa ho imparato: a schiaffo non si risponde con disponibilità al dialogo.
    Non devo certo dirtelo come si risponde. Come tu hai detto così chiaramente a Micheli nel corso della recente tavola rotonda “A voi basto io da solo”. Ma tu sai benissimo, ed era intrinseco nella tua affermazione, che non sei solo. Con te ci sono gli oltre centomila Lavoratrici e Lavoratori che in noi, nella FABI ed in te si riconoscono.
    p.s.: i guantoni sono sempre pronti, quando ti serve facci un fischio……

    1. 1.1

      Lando Maria Sileoni

      Quando l’Abi ha ricercato il dialogo, spesso puramente di facciata, lo ha fatto esclusivamente affinché, attraverso la concertazione, riuscisse ad ottenere importanti risultati sul fronte della riduzione dei costi, chiaramente a discapito dei lavoratori.
      Il comportamento dell’Abi non mi sorprende più di tanto, come non penso che si tratti di una mera coincidenza la scelta del 7 aprile. Era il giorno in cui avevamo anticipato la presentazione della piattaforma in una conferenza stampa. Con questa azione si vuole alzare il tono a cui risponderemo coralmente.

  2. 2

    GRAZIANO

    ECCOLO LI’, COME VOLEVASI DIMOSTRARE.
    HAI RAGIONE CARO LANDO, E’ UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA MA, COME HO GIA’ AVUTO MODO DI ANTICIPARE IN MIEI INTERVENTI PRECEDENTI, A MIO AVVISO E’ FATTA PER “MERCANTEGGIARE” CON IL RINNOVO DEL CCNL. NO, NON ESISTE, NON PUO’ ESISTERE!!! QUESTO E’ IL GRIDO DI DOLORE DI TUTTI NOI, PROSSIMI ALLA PENSIONE, CHE DOPO AVER DATO TUTTO, ORA CI SENTIAMO TRATTATI COME CALZINI VECCHI DA GETTARE.
    E DOPO IL TANTO OSANNATO PROFUMO, LA STORIA SI RIPETE – ANCHE SE NON STRETTAMENTE COLLEGATA AL MONDO BANCARIO – CON L’ENNESIMA “BUONAUSCITA” NEGOZIATA DAL CELEBRE GERONZI CHE, DOPO UN ANNO DI PRESIDENZA GENERALI, SE NE VA CON UNA PICCOLA “MANCIA” (16 MLN). NO CARO LANDO, NON SI PUO’ PIU’ TACERE E, COME DICI TU, OCCORRE PASSARE AI FATTI, FATTI CONCRETI, FORTI…
    MI UNISCO ALLA POSTILLA DI COSIMO CIRCA I GUANTONI: SIAMO CON TE E, NE SONO CERTO, NON CI DELUDERAI.
    CON SINCERO AFFETTO.

    1. 2.1

      Lando Maria Sileoni

      La buonuscita di Geronzi è un affronto a tutto il mondo del lavoro.
      È inaccettabile. Quello, poi, che pensiamo in merito al Fondo lo abbiamo detto chiaramente e non ci intimorisce una “letterina” di quattro pagine di lamenti e sofferenze.
      A questi comportamenti siamo abituati e non ci facciamo intimidire.

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