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2 Commenti

  1. 1

    Fabio Fiacchi

    Sono contento che un leader politico come Giuseppe Fioroni sia sceso in campo insieme alla ns organizzazione per tutelare i lavoratori…..e’ inammissibile che i tagli riguardino sempre e solo il personale di rete….un manager non puo’ guadagnare 70 volte un impiegato!!!!!!!!!!……..serve + responsabilita’ e equita’ sociale per il ns bene e per il bene delle generazioni future! L’abilita’ mediatica di Lando Sileoni sta portando alla Fabi ottimi risultati…..e sono certo che L’On. Fioroni portera’ a Montecitorio le problematiche della categoria. 

  2. 2

    Fred®

    Se i bancari ed i sindacati che li rappresentano non si danno una mossa, la categoria a tempo indeterminato è destinata all’estinzione. Il piano strategico di Unicredit è vergognoso (solo tagli di lavoratori, nessun accenno ai megabonus o a future assunzioni). 1 bancario su 8 sarà mandato a casa. Il sindacato sa che ormai i “volontari all’esodo” si stanno esaurendo e non credo che le banche siano disponibili a grossi incentivi per trovarne altri. Quindi anche la strada del fondo esuberi è tutta in salita. E allora? Allora si procederà con i veri e propri licenziamenti collettivi, così come previsto dalle leggi vigenti e il sindacato potrà fare poco o nulla se non, forse, stilare gli elenchi con i nomi. Altro aspetto della questione sono i grandi gruppi bancari. Per quanto ancora i banchieri resisteranno alla tentazione di seguire la strada Marchionne? Se vogliono possono uscire dall’ABI quando vogliono e fare contratti collettivi _aziendali_ senza problemi. Anzi, forse col recente accordo firmato in ABI a fine ottobre già lo possono fare, con _deroghe_ a tutto campo rispetto al ccnl. Noto molta “rassegnazione” tra i lavoratori come se tutto ciò fosse ineluttabile. Ma ancora non è così. I sindacati, ancora uniti nel settore, devono però intraprendere _subito_ iniziative concrete per invertire una rotta che dai ccnl del ’99 è stata solo una rinuncia continua, sia economica che normativa. Serve infine una strategia comunicativa che porti al più presto ad una sorta di “allenza” con la clientela che altrimenti continuerà a considerare il bancario un “nemico” aldilà dello sportello, a tutto vantaggio del “divide et impera” perseguito dai banchieri. Saluti.

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